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Paleogenetica
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La mwawpaleogenetica è lo studio del passato attraverso l'esame del mwbamateriale genetico preservato proveniente dai resti di antichi organismi.cite-ref-pmid17124866-1-0[1] Emile Zuckerkandl e il chimico fisico mwcgLinus Carl Pauling introdussero il termine "paleogenetica" nel 1963, in riferimento all'esame delle possibili applicazioni nella ricostruzione di sequenze di mwcwpolipeptidi del passato.cite-ref-pauling-2-0[2] La prima sequenza di un mweaDNA antico, isolato da un campione museale del mweqquagga estinto, fu pubblicata nel 1984 da una squadra guidata da Allan Wilson.cite-ref-pmid6504142-3-0[3]
La paleogenetica tenta inoltre di risalire ad un albero genealogico delle mutazioni genetiche in base all'esame del dna delle popolazioni attualmente viventi. Tra i pionieri di questa metodologia è stato l'italiano mwgaLuigi Luca Cavalli Sforza, che ha correlato l'evoluzione mwgqgenetica umana a quella linguistica e alle antiche migrazioni dei popoli.
Contents
• Sfide
• Note
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Applicazioni
Evoluzione
Sequenze simili si trovano spesso lungo le catene mwjwproteiche dei mwkapolipeptidi in specie diverse. Questa somiglianza è legata direttamente alla sequenza del mwkqDNA (il materiale genetico dell'organismo). Essendo improbabile che questo sia dovuto a un fatto casuale, ed essendo la loro consistenza troppo lunga per essere attribuita a una convergenza per mwkgselezione naturale, queste somiglianze possono essere legate plausibilmente all'esistenza di un antenato comune con geni comuni. Questo consente alle sequenze polipeptidiche di essere confrontate tra specie, e la differenza tra due sequenze genetiche può essere usata per determinare - entro un certo margine di errore - il momento in cui esisteva un antenato comune.cite-ref-pauling-2-1[2]
Evoluzione umana
Usando il femore di una femmina di mwmqNeanderthal, il team guidato da mwmgSvante Pääbo scoprì nel 2009 il 63% del genoma dei Neanderthal e furono decodificate 3,7 miliardi di basi di DNA.cite-ref-pmid20448178-6-0[6]cite-ref-saey-7-0[7] Ciò dimostrava che lmwow'mwpaHomo neanderthalensis era il parente vivente più stretto dellmwpq'mwpgHomo sapiens, finché la prima stirpe non si estinse mwpw30 000 anni fa. Si dimostrò che il mwqagenoma di Neandertal era all'interno del campo di variazione di quelli degli esseri umani anatomicamente moderni, anche se alla periferia estrema di quel campo di variazione. L'analisi paleogenetica suggerisce anche che i Neandertal condividevano più DNA con gli scimpanzé che con lmwqq'mwqgHomo sapiens.cite-ref-saey-7-1[7] Si scoprì anche i Neandertals erano geneticamente meno diversi di quanto siano gli esseri umani moderni, il che indica che lmwrw'mwsaHomo neandertalensis si sviluppò da un gruppo composto da relativamente pochi individui.cite-ref-saey-7-2[7] Le sequenze di DNA suggeriscono che lmwtq'mwtgHomo sapiens apparve per la prima volta all'incirca fra mwtw130 000 e mwua250 000 anni fa in mwuqAfrica.cite-ref-saey-7-3[7]
La paleogenetica apre molte nuove possibilità per lo studio dell'evoluzione e della dispersione degli ominidi. Analizzando i genomi dei resti degli mwvwominidi, la loro stirpe può essere fatta risalire da dove venivano, o da dove condividono un antenato comune. L'mwwaHomo di Denisova, una specie di ominide trovata in mwwqSiberia dalla quale poté essere estratto il DNA, potrebbe mostrare segni di avere geni che non si trovano in alcun genoma di Neanderthal o di mwwgmwwwHomo sapiens, che rappresentano probabilmente una nuova stirpe o specie di ominide.cite-ref-zorich-8-0[8]
Nel 2025, un gruppo di ricercatori colombiani ha sequenziato il DNA di resti umani di circa 6 000 anni fa rinvenuti nei siti archeologici di Checua, vicino a mwyqBogotá. L’analisi ha rivelato l’esistenza di una linea genetica umana finora sconosciuta, distinta dalle popolazioni antiche e moderne note nelle Americhe. Questa linea non ha discendenti attuali e sembra essere scomparsa intorno a 2 000 anni fa, probabilmente sostituita da gruppi provenienti da altre regioni del continente.cite-ref-9[9]
Evoluzione della cultura
Guardare il DNA può aiutare a comprendere i modi di vita delle persone del passato. Ad esempio, il DNA dei Neandertal mostra che vivevano in piccole comunità temporanee.cite-ref-saey-7-4[7] L'analisi del DNA può anche mostrare restrizioni e mutamenti dietetici, come il fatto che lmwba'mwbqHomo neandertalensis fosse intollerante al mwbglattosio.cite-ref-saey-7-5[7]
Archeologia
Antiche malattie
Studiare il DNA dei defunti ci permette anche di contemplare la storia medica della razza umana. Guardando al passato possiamo scoprire quando certe malattie apparvero per la prima volta e cominciarono ad affliggere gli esseri umani.
Ötzi
Il più vecchio caso di mweamalattia di Lyme fu scoperto nel genoma di un uomo chiamato mweqÖtzi, meglio conosciuto come l'Uomo venuto dal ghiaccio o la Mummia del Similaun.cite-ref-keller-2012-10-0[10] Ötzi morì intorno al 3300 a.C., e i suoi resti furono scoperti nelle Alpi Orientali all'inizio degli anni 1990.cite-ref-keller-2012-10-1[10] Un'analisi dei suoi geni fu condotta 2 anni più tardicite-ref-11[11]. Resti genetici del batterio che causa la malattia di Lyme, mwhgBorrelia burgdorferi, furono scoperti nel materiale genetico di Ötzi.cite-ref-keller-2012-10-2[10]
Addomesticamento degli animali
Attraverso la paleogenetica non solo possono essere indagati gli esseri umani del passato, ma possono anche essere esaminati gli organismi sui quali essi producevano un effetto. Attraverso l'esame della divergenza trovata in specie mwjqaddomesticate come il mwjgbestiame rispetto alle testimonianze paleontologiche dei corrispondenti animali selvatici, può essere studiato l'effetto dell'addomesticamento, che potrebbe dirci molto sui comportamenti delle culture che li addomesticavano questi animali. La genetica di questi animali rivela anche tratti non mostrati dai resti paleontologici, come certi indizi riguardo al loro comportamento, al loro sviluppo e alla loro maturazione. La diversità dei geni può anche indicare dove le specie furono addomesticate e come questi animali addomesticati migrarono altrove da queste località.cite-ref-geigl-5-1[5]
Sfide
I resti fossili esprimono solo una piccola frazione del mwlqDNA originale presente in un organismo.cite-ref-pauling-2-2[2] Questo è dovuto alla degradazione del DNA nel tessuto morto, che è degradato da fattori chimici e biologici dell'ambiente, a meno che gli enzimi di riparazione presenti nel tessuto vivente siano funzionanti. Affinché il DNA sfugga alla degradazione totale, deve essere preservato nell'osso fossilizzato. Non si conosce del tutto quali siano i fattori che influenzano la preservazione del DNA, a parte la temperatura e il tempo. Le regioni afose e aride tipicamente preservano il DNA meno delle regioni del mwmgpermafrost, dove potrebbe preservarsi gran parte del DNA. La preservazione del DNA nelle ossa fossilizzate è piuttosto un "caso fortuito". Inoltre, il DNA si degrada molto più velocemente dopo lo scavo dei materiali, e l'osso appena scavato ha una probabilità molto più alta di contenere materiale genetico vitale.cite-ref-geigl-5-2[5] Dopo lo mwnwscavo, l'osso può anche contaminarsi con DNA moderno (cioè a causa del lavaggio o durante lo scavo), il che può creare risultati falso-positivi.cite-ref-geigl-5-3[5]
È difficile determinare il momento della divergenza in organismi che esistono nella storia abbastanza recente. L'evoluzione avviene lungo vasti archi temporali, e periodi di tempo brevi potrebbero non essere in grado di produrre grandi variazioni all'interno del genoma degli animali.cite-ref-geigl-5-4[5] Questi animali preservati nella storia recente con poche variazioni sono, di conseguenza, candidati perfetti per lo studio della paleogenetica.
Note
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cite-note-keller-2012-1010. ↑ mwatkKeller A, Graefen A, Ball M, Matzas M, Boisguerin V, Maixner F, Leidinger P, Backes C, Khairat R, mwatoet al., mwatsmwatwNew insights into the Tyrolean Iceman's origin and phenotype as inferred by whole-genome sequencing, in mwat0Nature Communications, vol.mwat4 3, n.mwat8 2, 2012, 698, mwauaDOI:mwaue10.1038/ncomms1701, mwauiPMIDmwaum mwauq22426219. mwauySintesi divulgativa mwaucArchiviatomwaug il 22 settembre 2012 in mwaukInternet Archivemwauo. — mwauwDiscoveryNews.
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Voci correlate
• mwavmDNA antico
• mwavuPaleobiologia
• Paleoistologia
• mwavkArcheogenetica
• Paleovirologia
• mwav0Orologio molecolare
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